A bordo

scritto da Paulus
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Testo: A bordo
di Paulus

Il nocchiero aveva la barbetta bianca folta sagomata come quella dei marittimi o dei libertari; del resto chi si imbarca è un anarcoide o lo diventa di regola e un marittimo che suda per una trentina di anni su un cargo è un individualista, volente o nolente. Il cargo invecchiò con il capitano, con gli ufficiali di coperta imbolsiti e i macchinisti che andavano a rilento, come le lucertole, dal piano di stiva al ponte del cassero. Il barbuto, età compresa tra i sessantacinque e gli ottanta anni, per il suo carattere accomodante e benevolo fu in grado di smussare le spigolosità del temperamento dei suoi subalterni, appagato che quegli uomini fossero la sua famiglia, di rinsaldare quella ciurma altrimenti indolente e recalcitrante a ogni convenienza o interesse che non fossero i propri, di promuovere quel cameratismo che è indispensabile per dare forma ad un'accozzaglia amorfa. Nulla comunque avrebbe potuto scalfire il godimento dell'isolamento in cui si crogiolava quasi questo fosse l'unico vero piacere di cui fosse capace. Le notti quando il fortunale si scagliava sull'albero di prua facendolo barcollare, ritto sul ponte del naviglio, la mano destra stesa a modo di visiera sulla fronte, con il montgomery pesante che gli frusciava tra le gambe tondeggianti e nerborute dominava imperterrito il rimbombo del tuono il fulgore dei lampi sulla linea dell'orizzonte, il sigaretto mezzo spento tra le labbra carnose. Mentre gli altri sotto coperta tiravano i dadi o giocavano la primiera tra imprecazioni e fumi di grog. Una mattina, prima dell'aurora, il cuoco di bordo gli toccò il polso, algido e inerte, era riverso sul castello. Il corpo fu cremato sparte le ceneri tra i cavalloni che facevano caracollare l'imbarcazione.


A bordo testo di Paulus
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